In Gazzetta Ufficiale il Reddito di libertà per donne vittime di violenza | Lex&Love News

Art. 1

Ambito e definizioni

 

1. Con il presente decreto si provvede alla definizione dei criteri ai fini della ripartizione delle risorse del «Fondo per il reddito di libertà per le donne  vittime  di  violenza»  (di  seguito  “Fondo”) istituito mediante l’incremento, per un importo pari a 3  milioni  di euro per l’anno 2020, del «Fondo per le politiche relative ai diritti e  alle  pari  opportunità»  di  cui  all’art.  19,  comma  3,   del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito,  con  modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248. L

 

2. Le risorse di cui al comma 1  sono  finalizzate  a  contenere  i gravi effetti economici derivanti  dall’emergenza  epidemiologica  da COVID-19, in particolare per quanto concerne le donne  in  condizione di  maggiore  vulnerabilità,   nonchè   di   favorire,   attraverso l’indipendenza economica, percorsi di autonomia  e  di  emancipazione delle donne vittime di violenza in condizione di poverta’.

 

Art. 3 

Istanza per accedere al «Reddito di libertà»

 

1. Per le finalità di cui all’art. 1, comma 2, é riconosciuto  un

contributo denominato «Reddito di libertà», stabilito  nella  misura massima di euro 400 pro capite su base  mensile  per  un  massimo  di dodici mensilità destinato alle donne vittime di  violenza,  sole  o con figli minori, seguite dai centri antiviolenza riconosciuti  dalle regioni e dai servizi  sociali  nei  percorsi  di  fuoriuscita  dalla violenza, al fine di contribuire a sostenerne l’autonomia.

 

2. Il Reddito di libertà é riconosciuto, nella misura prevista al comma 1, su istanza di parte, alle donne che hanno subito violenza  e si  trovino  in  condizioni  di  particolare  vulnerabilità  o   in condizione  di  povertà,  al  fine   di   favorirne   l’indipendenza economica, la cui condizione di bisogno straordinaria  o  urgente é dichiarata  dal  servizio  sociale   professionale   di   riferimento territoriale nella stessa dichiarazione di cui al comma 4.

 

3. Non può essere accolta più di un’istanza riferita  alla  donna vittima di violenza e presentata nella medesima regione o  in  altra regione.

 

4. La  domanda  è presentata  all’Inps  sulla  base  del  modello predisposto di un’autocertificazione dell’interessata,  allegando  la dichiarazione  firmata   dal   rappresentante   legale   del   Centro antiviolenza di cui al comma 1 che ha preso in carico la stessa,  che ne attesti il percorso di emancipazione ed autonomia intrapreso e  la dichiarazione del servizio sociale professionale di riferimento,  che ne attesti lo stato di bisogno legato alla situazione straordinaria o urgente.

 

5. Il   Reddito   di   libertà  è finalizzato   a   sostenere prioritariamente le spese per assicurare l’autonomia abitativa  e  la riacquisizione   dell’autonomia   personale   nonchè   il   percorso scolastico  e  formativo  dei/delle  figli/figlie  minori  e  non  è incompatibile con altri strumenti di  sostegno  come  il  Reddito  di cittadinanza.

 

6. Il Reddito di libertà è riconosciuto ed erogato da Inps previa richiesta  tramite  modello  di  domanda  predisposto  dal   medesimo Istituto e presentato secondo le  modalita’  stabilite  dallo  stesso entro il limite delle risorse assegnate a  ciascuna  regione  con  il presente decreto.

 

7. Non saranno prese in carico dall’Inps le  istanze  di  richiesta del Reddito di libertà non conformi ai criteri indicati nel presente decreto.

 

8. L’Inps può procedere eventualmente alla revoca  del  contributo erogato,   qualora   dovessero   intervenire   motivi   ostativi   al mantenimento dello stesso.

 

 

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