Dieci cose da sapere in situazioni di violenze su donne e minori

Alessia Sorgato, avvocato cassazionista penalista milanese, con master in Criminologia ad indirizzo vittimologico, autore di “Giù le mani dalle donne”, redattore della “Casa dei Diritti” del Comune di Milano e punto di riferimento delle principali Onlus dedicate agli abusi su donne e minori, riporta un decalogo sulle cose più importanti da sapere in situazioni di violenze su donne e minori

Lo sapevi che?

  1. Se una donna continua a subire violenze e abusi solo perché non ha una propria autonomia economica, può chiedere e ricevere il patrocinio dello Stato, che le assegnerà un avvocato specializzato in materia sostenendo per lei ogni spesa processuale;
  2. Un comportamento di sistematica violenza economica  perpetrata da un marito nei confronti della moglie, privandola del minimo e necessario sostegno economico,  può entrare nel novero dei maltrattamenti e quindi costituire reato;
  3. Chiunque sia testimone di una violenza (come un vicino di casa), soprattutto quando essa sia protratta nel tempo, può denunciare la situazione alle forze di Polizia, con la certezza di mantenere nei confronti di vittime e carnefici l’anonimato;
  4. Le denunce utilizzate unicamente come forma di “rimprovero”, nei confronti di un uomo violento, e poi ritirate, su richiesta del maltrattante “pentito”, non sono mai risolutive.
  5. La remissione di querela da parte di una vittima, nei casi che la legge considera talmente gravi da far procedere d’ufficio o considerare irrevocabile la querela stessa , può non essere avvallata dall’autorità giudiziaria, che proseguirà nell’iter processuale indipendentemente da eventuali ripensamenti della diretta interessata;
  6. Anche la rete può essere un contesto per attuare molestie. Oggi il legislatore considera il così detto cyber stalking come una forma aggravata della categoria degli “atti persecutori”. Le forze dell’ordine specializzate in cyber stalking fanno capo alla Polizia Postale;
  7. La diffusione tramite e-mail, Facebook  e altri social network e canali web di immagini compromettenti, informazioni private, dati personali di terze persone, può facilmente configurarsi come un reato di “diffamazione aggravata”;
  8. Camuffare la propria identità on- line, ai fini di recare danno o adescare una persona di minore età è punibile penalmente con reclusione fino a un anno;
  9. È considerato reato, includibile nella categoria “atti di violenza sessuale”, non solo lo stupro, ma anche il palpeggiamento o la coercizione al bacio;
  10. Essendo decaduto il principio del “debito coniugale” è denunciabile anche un marito che obbliga la moglie a “concedersi” o ad accettare modalità di rapporto sessuale non volute.